BimBumBau FVG – La Pet Therapy


La Pet Therapy è una co-terapia che dovrebbe sempre essere basata su una relazione tra cane e fruitore mediata e guidata dall’operatore. Negli anni è cambiata la dicitura corretta per riferirsi a tali attività che oggi vengono chiamate IAA, Interventi Assistiti con gli Animali. Fanno parte di questi ultimi tutte quelle attività educative che una volta si chiamavano interventi di Zooantropologia Didattica nonché le vecchie Attività e Terapie Assistite dagli animali.

Il Nuovo Regolamento Nazionale ha portato a maggiori controlli nel modo di lavorare e ad una parificazione, almeno apparente, dei corsi di formazione che oggi vengono divisi in più livelli e hanno lo stesso nome a prescindere dalle scuole che li organizzano: basta che le ore e i programmi siano sovrapponibili a quelli definiti dalla normativa e che vengano organizzati da enti di formazione adatti a rilasciare il titolo.

In realtà a livello operativo le cose sono cambiate poco.. ci sono molte persone che fanno ancora Pet Therapy portando il proprio cane sul posto di lavoro (perché di fatto i controlli non ci sono) e ci sono ancora persone che escono da scuole di formazione senza avere le competenze necessarie per affrontare i percorsi in maniera corretta e utile.

Per motivi di studio e di lavoro mi sono ritrovata ad assistere a molti modi di fare Pet Therapy e posso dire che l’assenza di conoscenza, lettura e attenzione portano sempre a una Pet Therapy meno utile (se va bene) e potenzialmente dannosa (nella maggior parte dei casi) sia per il cane che per le persone coinvolte.

Quando si pensa a questo tipo di attività si crede sempre che ci debba essere un animale, oltre all’umano.. e quando ci si rende conto che non è sempre così, che l’animale non c’è sempre e, quando c’è, non sempre si accarezza questo porta quasi sempre a una sorta di delusione..

Sapete che vi dico? La relazione non è solo contatto.. In tutte le relazione la profondità non si misura soltanto in base alla possibilità o no di toccare l’altro.. a volte è più profondo – realmente – un rapporto platonico che non uno in cui si lascia molto o tutto lo spazio al solo piacere fisico.. che poi sempre piacevole non è!

Se pensiamo che molto raramente, quando si accarezza un cane o un gatto, ci si chiede davvero se in quel momento a lui fa piacere essere toccato (e di solito si dà per scontato che agli animali piaccia essere toccati.. basta farsi annusare la mano prima!) capiamo che quasi sempre “non” cerchiamo di instaurare una relazione vera, basata sullo scambio di contenuti, ma ci limitiamo a far vivere all’altro quella che in quel momento è la nostra idea di relazione; saper guardare e aspettare, saper dare all’altro il tempo e la possibilità di decidere se avvicinarsi è un qualcosa che lascia molto di più a livello di competenze, a livello di emozioni, a livello di contenuti.

Progettare e programmare un percorso prevede necessariamente lo svolgimento della seduta all’Interno di uno schema definito dove “non” viene lasciata piena libertà di movimento e dove l’interazione e la relazione vengono guidate all’Interno di alcune dimensioni di relazione specifiche utili a quei fruitori in quel momento e adatte a quel cane e a quella coppia coinvolta.

Lavorare davvero in Pet Therapy è meravigliosamente bello ma intenso.. dalle sedute esci quasi sempre “svuotato” di energie e carico di felicità.. nel cane leggo la stessa cosa.. un cane che ha fatto una seduta ha lavorato, è soddisfatto ed esausto, è “pieno” dal punto di vista relazionale e alla seduta successiva avrà voglia di tornare e di approfondire la relazione.. ma è un lavoro! Non a tutti piace e non tutte le attività e non tutte le dimensioni di relazione piacciono a tutti i cani.

E quindi ancora di più mi viene da dire che è fondamentale conoscere chi ci è accanto e lavora assieme a noi, capirlo e leggerlo in seduta e fuori e.. rispettarlo. Se una dimensione gli pesa non gliela faccio fare in seduta, mai. Potrei forzarlo ma risulterebbe forzata tutta la seduta e ne risulterebbe.. il vuoto.. anche se purtroppo nessuno considera il vuoto relazionale di una seduta dove i cani vengono usati come manichini da accarezzare che funzionano da anti stress solo perché il gesto meccanico di accarezzare una pelliccia da sicurezza e rilascia endorfine.. ma la Pet Therapy dovrebbe essere molto ma molto di più!

In ogni caso.. che sia fatta bene (e ancor di più quando viene fatta male) sarà necessario garantire al cane il giusto riposo.. in seduta si lavora al massimo 15 minuti o 10+10 e tra una seduta e l’ altra dovrebbe passare minimo una settimana.. Dopo una seduta di Pet Therapy ci sono notevoli aumenti nel livello salivare di cortisolo e questo indica comunque un forte coinvolgimento del cane anche a livello endocrino.

La frequenza per alcuni cani è addirittura di una seduta ogni 15 giorni perché come dicevo prima è un’attività intensa per la coppia e per il referente di seduta.. e se fatta bene anche per l’utente.

Se poi viene fatta male e non ci si accorge neanche dell’invasione e del mancato rispetto delle esigenze del Pet ecco che ancora di più è necessario rispettare i giusti tempi di riposo che permettono al cane di riprendersi da un’attività spiacevole in cui tempi e spazi non vengono rispettati e non vengono ascoltate le richieste del Pet di interrompere l’attività.

 

Elisabetta Elianto
Medico Veterinario Esperto in Comportamento ed in Pet Therapy